Un risultato storico

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Una lettura del voto di ieri che pochi faranno?

Per la prima volta, in Italia, un partito aderente al Partito Socialista Europeo raggiunge percentuali paragonabili a quelle degli altri parti socialisti, socialdemocratici e laburisti in Europa. Anzi, visto che in molti paesi quest'ultimi hanno avuto o stanno avendo risultati meno positivi che in passato, li supera, presentandosi come prima forza del gruppo socialista e democratico in Europa.

E' un dato significativo e da non sottovalutare, anche in tema di ricostruzione della sinistra in Italia. 

Sono tra coloro che ha sempre affermato, anche nella sinistra socialista, che la rinascita della sinistra italiana passava da un comune progetto di PD, PSI e SEL Un po' ciò che si era tentato di fare con Italia Bene Comune. C'era e c'è, invece, chi pensava e pensa che la sinistra si ricostruisca prescindendo dal PD.

Un grave errore, una follia, direi, guardando il voto di oggi. A sinistra del PD, non esiste alcuno spazio politico se non residuale. E, per chi avesse di queste possibili, astruse, tentazioni di una sinistra a destra del PD, più centrista, lo spazio è ancora minore. Anzi, completamente inesistente, come tutta l'area centrista.

Di più, penso che già la proposta di adesione di SEL al PSE (poi, accantonata), già aveva dato dei segnali anche in quello spazio. Si riproporrà, ne sono certo, perché anche in quel 4% c'è la consapevolezza di una sinistra che, in un momento di crisi tanto grave, non può sottrarsi all'impegno di governo. Anche in Europa, se si vuol provare a cambiare, lo si può fare solo con il PSE.

Restando, però, sul commento del voto europeo, quale quello di domenica è stato, due mi paiono i risultati più significativi e, se volete, inaspettati: quello italiano e quello greco. Anche il risultato francese, al netto di una punizione a mio avviso eccessiva, era, invece, un voto che ci si poteva aspettare.

L'Italia sceglie ampliamente l'Europa, anche se un'Europa diversa da quella che conosciamo. L'altro voto inaspettato, ma che, anch'esso, dice sì all'Europa (anche in questo caso un'Europa diversa), è quello greco, dove Tsipras rappresenta non una forza contro l'Europa, ma contro i sacrifici senza sostegno alla crescita e senza solidarietà di un'Europa, fino ad ora, governata dai conservatori.

Più in generale, dal voto complessivo europeo, la cancelliera tedesca esce tutt'altro che rafforzata. Salta l'asse franco-tedesco e, se mai, l'Italia si pone come paese fondamentale per la tenuta dell'Europa. In più, il risultato del PD in Italia, quello dei laburisti inglesi e anche lo stesso risultato di Syriza in Grecia, dimostrano che è la sinistra che sconfigge l'euroscetticismo. Ma la loro è un'idea di Europa diversa da quella, a conduzione conservatrice, che abbiamo visto e, purtroppo, vissuto fino ad ora. Se a questo aggiungiamo il buon risultato dell'SPD in Germania, il PPE e la signora Merkel non potranno non tenerne conto.

Cambiare verso all'Italia e cambiare verso all'Europa. Insieme.

Pier