Verso una semplificazione? Socialisti e progressisti vs liberal-conservatori e popolari

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Personalmente e insieme a intere Leghe socialiste - Leghe che già si erano autosospese dalla Lega nazionale, la Lega di Livorno, la Lega della Lombardia, la Lega della Liguria, la Lega del Nord-Est – abbiamo sostenuto e continuano a sostenere la validità del percorso indicato con le primarie e il documento - sicuramente da integrare e dar spessore di proposta e programma politico della SINISTRA - "Italia Bene Comune".

Tanto che, proprio come Leghe citate e come altri singoli o associazioni che abbiamo aggregato, abbiamo dato vita ad un Coordinamento denominato Una Rosa per il Bene Comune.

Il coordinamento è composto da compagne e compagni iscritti al PSI o a SEL, o non iscritti, che si rispettano reciprocamente e rispettano le reciproche appartenenze partitiche, perché ritengono, ora più che mai, che si debba partire da lì per costruire una nuova, grande forza della sinistra riformista in Italia che guardi esplicitamente alla storia, alla prassi e alla proposta politica del socialismo internazionale e, in particolare, europeo.

In tal senso, abbiamo assunto le stesse posizioni - diversamente da quanto avvenuto dalla Lega Nazionale, da cui ci siamo autosospesi - che hanno assunto i compagni del Network per il Socialismo Europeo, tanto che abbiamo ufficialmente aderito, sia come coordinamento che come singole associazioni, all'assemblea nazionale di questo a Passignano.

Ribadisco convintamente, anche se consapevole di come questo sia solo un inizio, tutto da mettere alla prova, che l'accordo elettorale PD-SEL-PSI è un accordo importante, su cui si può giocare la possibilità di nascita di quella sinistra di cui parlavo.

E' una posizione che, come membro del CN del PSI - e, insieme a me, nel coordinamento una Rosa per il Bene Comune, di membri del CN ce ne sono altri 6 o 7 - ho ribadito l'altro giorno a Roma.

Coerentemente con quanto ho sempre detto, non solo in questi ultimi mesi, ma anche nel passato.

Ritengo importante che anche il PSI - e il documento del CN lo fa - ribadisca con forza e determinazione – determinazione che si sintetizza, ad esempio, anche nella proposta di una lista unica di tutta l'alleanza - l'importanza dell'accordo PD-SEL-PSI.

E questo accordo, per la nascita una grande sinistra socialista in Italia, è ancora più importante ora che l'endorsement del PPE, anzi candidatura, di fatto accettata, di Monti chiarisce che, finalmente, anche in Italia si confronteranno due posizioni, una progressista, riformista e socialista rappresentata da Bersani e dall'accordo Italia Bene Comune, e un'altra liberal-conservatrice e popolare, rappresentata da Monti e dalle forze che fanno riferimento al PPE.

Questo, se così come credo sarà, sposterà necessariamente anche l'asse dell'accordo e le posizioni di Bersani a sinistra. E lo dico a chi, e tra costoro mi ci metto, ha dubbi e remore verso il continuo richiamo ai moderati.

Altre posizioni, francamente, poco mi interessano, così come poco mi interessano, e non rispondo neppure, le provocazioni di chi non ha saputo cogliere l'importanza delle primarie e dell'accordo PD-SEL-PSI e lo rincorre ora, anche un poco in affanno. Vedo che De Magistris parla di accettare la sfida del governo, ma in quell'area c'è troppa voglia di sola opposizione e la gravità della crisi non permette alla sinistra di chiamarsi fuori dall'impegno di provare a dare al Paese una guida di sinistra.

Certo, non dobbiamo farlo a qualsiasi condizione e compromesso, ma provarci sì, è indispensabile, per i lavoratori, le classi meno abbienti e tutti quegli ultimi che, secondo l'insegnamento di Nenni, il socialismo deve portare avanti.

Pier