E' la Democrazia, bellezza!

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Gli elettori hanno sempre ragione. Anche quando, con tutta probabilità, hanno torto.

E' la Democrazia, bellezza! E tu non ci puoi fare niente.

Ha vinto Grillo. Ha vinto Grillo e hanno perso tutti gli altri. Punto.

L'analisi è tutta, semplicemente, qui.

Ha perso il centro-sinistra, perché, anche se avrà un'ampia maggioranza alla Camera e, magari, una risicata al Senato, i conteggi si fanno sui voti, non sui seggi. E i voti dicono che il centro-sinistra ne perde quasi 4 milioni. E Bersani, Vendola, ecc. sanno bene che non si può campare ancora su un eventuale premio di maggioranza come questo ottenuto con una legge elettorale porcata che deve, assolutamente, essere cambiata.

Ha perso il centro-destra, perché, se è vero che Berlusconi era dato ormai per morto e, invece, grazie anche alla sinistra e alla politica del tutti contro il Cav., è resuscitato, perde altrettanto piiù di 6 milioni di voti. E, se dovesse perdere la battaglia elettorale in Lombardia (come spero), il PdL perderebbe anche l'unico alleato reale che gli rimane, la Lega, che si scioglierebbe come neve al sole.

Ha perso Monti e la sua agenda, perché, anche se porta a casa un ininfluente 10%, ha, come Kronos che divora i propri figli, fagocitato Casini e Fini che, ormai, non esistono più politicamente. Ha mostrato, inoltre, come anche in Italia, come nel resto d'Europa, in sistemi che sono, che si vuole che siano, o che si vorrebbe costringere ad essere bipolari, il centro è assolutamente ininfluente, oltre che, spesso, elettoralmente inconsistente.

Hanno perso Ingroia e Giannino, le cui proposte politiche sono state, con tutta evidenza, non considerate reali alternative né a sinistra né a destra.

Ora, però, la sinistra deve seriamente riflettere su questo voto. Non può, come purtroppo troppo spesso ha fatto, rinchiudersi in considerazioni, dettate da snobbismo intellettuale e politco, per cui "abbiamo perso (o non abbiamo vinto bene) perché gli elettori sono dei coglioni che votano Berlusconi (o Grillo)".

E l'analisi non può neppure ridursi al perché gli elettori votano Grillo o, nonostante tutto, continuano a votare Berlusconi.

Occorre andare al cuore del problema, e cioè cercare di capire perché gli elettori non votano più la sinistra.

A me pare che, ancora una volta, siano in gran parte vere le affermazioni che il professor Lazar (e non mi stancherò mai di citare quell'intervista) faceva già 4 anni fa.

La sinistra deve avanzare con determinazione la propria offerta politica, basata chiaramente sui propri argomenti: solidarietà sociale, sensibilità verso i più poveri, partecipazione.

Smetterla di rincorre il centro, guardare a sinistra e, soprattutto, compiere un profondo lavoro sulla propria identità e sul proprio bagaglio valoriale.

Come scrivevo qualche giorno fa, ad esempio, "Nessuno deve rimanere indietro" deve essere un messaggio della sinistra, non di Grillo.

La questione identitaria, riguarda anche la visione e le prospettive europee per la sinistra. La sinistra, in tutta Europa, ha un nome chiaro e preciso: socialismo. Occorre che il PD, tutto o in parte, SEL, il PSI (parlo dei partiti che hanno dato vita alla coalizione di centro-sinistra), ma non solo, guardando anche a sinistra, ai movimenti, a larga parte del sindacato, pensino concretamente, ed al più presto, a mettere in campo un cantiere per la nascita, anche in Italia, di un nuovo, grande partito della sinistra che sia affiliato al Partito Socialista Europeo.

Che, poi, lo si voglia chiamare democratico, progressista, laburista o pinco pallino (perché giustamente o a torto, si pensa che socialista sia poco praticabile, e lo dico per i compagni socialisti che, mi auguro, non facciano gli schizzinosi), è poco importante. Ciò che conta è la sostanza.

E la sostanza è che, così com'è, la sinistra non vince.

Pier