Peace & Love

  • PDF

Anche Papa Francesco, questo papa che è sempre più stupefacente, che si presta ad autoscatti dal cellulare, che telefona in giro a mezzo mondo (sconosciuti, non potenti di turno), che usa un linguaggio inconsueto forse perché tanto normale (zitelloni, pettegolezzo, ecc.), l'ha tuonato, oltre che dalla finestra di San Pietro, sul suo account Twitter: «Mai più guerra! Mai più guerra!»

Certo, penso io, non è che mi aspettassi niente di diverso, non è che un papa può essere dalla parte della guerra.

Ma non si può mai sapere. Infatti, chi è rimasto a sostenere l'intervento militare? Obama e Hollande. Due icone della sinistra.

Obama ha rappresentato la vittoria, a livello mondiale, dell'uguaglianza e del riscatto sociale (lui, primo presidente di colore degli USA), la diversità che si fa normalità e, anzi, ricchezza, una società che può (Yes, we can) essere più giusta e peace & love. Pace e amore, come scandivano gli hippie negli anni '70 e come, probabilmente, ha gridato lo stesso Obama, Obama che, appena eletto, ha ricevuto il Nobel per la Pace.

Hollande ha rappresentato il ritorno alla vittoria della sinistra in Europa. In un'Europa piegata dalla crisi e dalle banche, asservita, attraverso governi di destra, al loro volere, la Francia ha scelto il candidato socialista, quello dell'equità, della giustizia sociale, dell'attenzione a chi a meno.

Ecco, solo loro due sono rimasti a sostenere la necessità di un atto di guerra. Perché questo sarebbe, anche se lo si può chiamare in tanti modi.

Una guerra, per altro, complessa, dove non si sa bene chi ha fatto cosa (probabilmente tutti) e dove non è facile separare il torto dalla ragione. Senza parlare del rischio di far esplodere la polveriera mediorientale.

C'è da dire che c'è, poi, anche una sinistra che ama i dittatori, e Assad lo è, esclusivamente in chiave anti-americana. Non è meglio della sinistra che va alla guerra.

Mettete dei fiori nei vostri cannoni.

Peace & Love.

Pier