Coesione sociale, da consumarsi preferibilmente entro il

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Qualche giorno fa, in Grecia, è diventata operativa la direttiva del governo che consente la vendita di prodotti alimentari oltre la data di scadenza.

La finalità evidente è consentire a chi meno ha (e, in Grecia, sono tanti; quasi 28% di disoccupazione, calo delle vendite al dettaglio del 14% su base semestrale nel 2013, 1,1 milioni di persone - quasi un quarto della popolazione attiva - con reddito sotto la soglia di povertà) di far quadrare i conti.

La direttiva, che risale ad un anno fa e che aveva, allora, suscitato polemiche, permette di commercializzare (secondo regole e modalità precise) gli alimenti per un certo periodo oltre la data indicata nelle etichette "da consumarsi preferibilmente entro il" (e solo di queste).

Tali alimenti, come è corso a precisare il ministro per lo sviluppo economico, non sono non più commestibili o pericolosi per la salute.

Chi ha qualche anno, come me, ricorda che, fino a qualche decennio fa, non esistevano date di scadenza e ci si regolava su parametri personali e di correttezza dei commercianti.

E', quindi, formalmente (e scientificamente) vero quanto afferma il ministro Stergiou, ma il problema non è questo (semmai, ma sarebbe discorso lungo e complesso, tutto ciò rimanderebbe ad una più ampia considerazione su uno sviluppo sostenibile, più rispettoso della natura e delle sue risorse, meno incentrato su consumi sfrenati); il problema è rappresentato da una parte della società che vive degli scarti dell'altra.

Già da tempo, per il Sud del mondo, è così. Basta andare in Africa, in molti paesi del Sud America, dell'Asia, per vedere come ciò che il mondo opulento scarta diventa prodotto di consumo, o anche di produzione. In Messico o a Cuba, ad esempio, ad ogni passo, vedi come etettrodomestici, auto, computer, ecc. scartati dai "ricchi" americani hanno anni ed anni di nuova vita.

Ciò che si perde, però, è la coesione sociale, che dovrebbe essere quell'nsieme di comportamenti e di legami di affinità e solidarietà tra individui o comunità, tesi ad attenuare in senso costruttivo disparità legate a situazioni sociali, economiche, culturali, etniche. Si creano cittadini di serie A, quelli ricchi, che consumano cibi freschi, e cittadini di serie B, quelli poveri, che consumano cibi scaduti.

Tutto questo in piena Europa, nella patria della democrazia, di governo, cioè, del popolo.

Quando un anno fa il Governo Greco, in uno dei più difficili momenti della sua storia, varò la direttiva che entra in vigore in questi giorni, Christine Lagarde, intuendo il dramma sociale che si stava rischiando sotto il Partenone, propose di concedere due anni in più di tempo alla Grecia per far quadrare il suo bilancio.  Wolfgang Schauble, ministro dell'economia tedesco, diede una tirata d'orecchie al numero uno dell'Fmi ricordandole che la politica di austerity non può essere allentata. E la Troika chiese, proprio in quelle ore, ad Atene di anticipare al 2013 9 miliardi di nuovi tagli per ottenere la nuova tranche di aiuti da 31 miliardi.

Ad memoriam! Da consumarsi preferibilmente entro il...

Pier