Governo d'azzardo

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Ieri, il goveno è stato battuto in aula, al Senato, da una mozione della Lega Nord che prevede la moratoria di un anno (davvero poco, però) al rilascio di concessioni per l'apertura di nuovi centri per giochi d'azzardo elettronico online e nei luoghi aperti al pubblico.

La notizia fa il paio con l'abbuono del 75% delle sanzioni comminate ai re delle slot machine (parliamo di 2,5 miliardi di euro). Per altro, sembra che si rifiuteranno di pagare anche il restante 25%, beffandosi dello stato e di tutti noi, visto che, nel decreto del fare, in caso di non entrata della cifra, il governo si impegna ad aumentare IRES, IRAP e accise.

Perché tutto questo? Perché il governo sta dalla parte del gioco d'azzardo?

Perché il gioco d'azzardo - e parlo solo di quello legale - frutta allo stato quasi 9 miliardi l'anno.

Scrivevo tempo fa:

    • 86 miliardi di euro, terza impresa dopo Eni e Fiat
    • 10%, cioè 8,6 miliardi il guadagno dello stato
    • Al primo posto in Europa e terzo paese al mondo
    • 100.000 i casi di patologia stimati, 800.000 quelli potenziali e 2 milioni gli "utenti" a rischio
    • 1.260 euro la spesa procapite annuale, tre volte più che negli Stati Uniti, paese di Las Vegas

Senza parlare dell'illegalità e delle infiltrazioni criminali.

Di cosa sto parlando? Del gioco d'azzardo legale, e sottolineo LEGALE, in Italia. E questi sono dati relativi al 2011, quando la tendenza era e continuava ad essere verso un incremento.

Siamo il paese dove ai poveracci viene non solo lasciata, ma addirittura sollecitata (salvo aggiungere la raccomandazione "gioca con moderazione"), come unica speranza la vincita eccezionale al gioco (lotterie, gratta e vinci, videopoker...)

E lo stato impone la sua tassa, il 10%, 8,6 miliardi, anche sulla speranza.

Un fatto immorale che specula sulle speranze illusiorie di uscita dalla crisi, alimentando i tanti e riconosciuti casi di ludopatia.

Pier

Approfitto di questo intervento per ringraziare i senatori del mio partito, il PSI, che, pur sostenedo il governo, hanno votato a favore della mozione.