Il padrone della voliera

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Sabato, dopo la notizia delle dimissioni dei ministri PdL, in un twitt, affermavo che non esistevano né falchi né colombe.

Alla luce di quanto sta accadendo in queste ore, forse, mi devo ricredere, falchi e colombe (anche se probabilmente bisognerebbe cambiare i riferimenti animaleschi) esistono, ciò che non cambia è la chiosa di quel mio cinguettio: esiste solo un padrone.

E il padorne della voliera, dove convivono falchi e colombe, comunque assoggettate ai suoi voleri, è Silvio Berlusconi.

Hai voglia ad essere diversamente berlusconiano! Intanto, fai ciò che Berlusconi ti comanda e ti dimentii, e, poi, è difficile dimostrare che i diversamente berlusconiani, e non Berlusconi stesso, sono il vero Berlusconi.

La verità è che Berlusconi ben rappresenta, da vent'anni a questa parte, i moderati italiani. Quei moderati che, diversamente da altre parti d'Europa, hanno scarso senso della responsabilità, hanno preferito campare sull'aiuto di stato, come il capitalismo nazionale di cui sono figli, salvo pretendere, poi, maggior libertà e meno stato negli interessi personali, sono refrattari alle tasse che considerano ladrocinio perché, almeno in piccolissima parte, redistibuiscono, non tanto i redditi, ma il benessere da questi derivante, infine, interpretano la legge come qualcosa al servizio delle classi (in particolare la loro) e non come principio che rende i cittadini tutti uguali davanti ad essa.

Berlusconi è stato e continua ad essere tutto questo. Berlusconi è stato ed è il volto dei moderati, del centro-destra italiano. 

E lo sanno bene anche le colombe. Per questo vorrebbero fare la rivoluzione contro Berlusconi in nome di Berlusconi stesso.

Sanno che il partito dei moderati, senza Berlusconi candidato, prenderebbe molti meno voti e, non già per merito della sinistra, perderebbe le elezioni. E su questo ha sino ad ora fatto leva lo stesso Berlusconi che, dal canto suo, non può assolutamente rinunciare allo scudo protettivo dell'elezione parlamentare.

Altro che interesse di 10 milioni di italiani! Se così fosse, come suggeritogli da Napolitano già ad agosto e come fa Beppe Grillo, guiderebbe il suo partito da fuori il parlamento.

Il problema, però, non è solo del centro-destra, ma anche della sinistra. La sinistra ha vissuto questi vent'anni con un unico collante, l'antiberlusconismo. Senza produrre un proprio lavoro di redifinizione e di prospettiva futura, oltre che di collocazione nel più vasto ambito della sinistra europea.

L'impasse di tutti questi anni si chiama berlusconismo e antiberlusconismo.

Questo Paese potrà, forse, trovare una svolta quando destra e sinistra non si limiteranno ad essere diveramente berlosconiane e diversamente antiberlusconiane, ma quando sapranno superare la centralità della figura di Berlusconi: il padrone della voliera.

Pier