E' stato un vero 24 luglio?

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Quello di ieri, è stato per il Cavaliere un 24 luglio? Non saprei esattamente, ma voglio fare alcune considerazioni.

Premetto che non credo alla fantascentifica ipotesi, messa in giro dall'antiberlusconismo militante (che fa, spesso, più danni di Berlusconi e del berlusconismo), di un diabolico accordo Cavaliere-Alfano per fingere di dividersi e, con l'eventuale creazione di nuovi gruppi parlamentari, mettere in discussione la composizione della Giunta per le elezioni al Senato, facendo venir meno il voto di domani sulla decadenza di Berlusconi stesso.

Piuttosto:

  • Berlusconi, obbligando il PdL a votare la fiducia, ha ottenuto due risultati immediati, il primo non dare evidenza di quanti davvero fossero gli eventuali scissionisti (20, 23, 70? Di più? Di meno?), il secondo di poter dire ancora, a buona ragione, che il suo rimane ancora il secondo partito per consistenza numerica a sostenere il governo Letta.
  • Berlusconi, a cui nulla importa degli italiani e della politica, ma solo di poter mantenere uno scudo personale, costituito dall'essere parlamentare, nei confronti delle proprie vicende giudiziarie (teme, probabilmente con una discreta e concreta dose di realtà, che, visti i tanti processi e le tante inchieste ancora in corso, senza tale scudo, possa essere carcerato, anche se solo preventivamente, da qualche magistrato), può prendersi del tempo per recuperare. Il tempo, che potrebbe essere consistente, è dato dal fatto che, anche se la Giunta per le elezioni votasse la sua decadenza, questa dovrebbe passare poi all'aula, dove, con uno scrutinio segreto, potrebbe essere rigettata. A quel punto, anche se il Tribunale di Milano, il 19 ottobre, nella rideterminazione della pena accessoria, così come richiesto dalla Cassazione, stabilisse una interdizione dai pubblici uffici di uno, due o tre anni, la decadenza non sarebbe automatica perché, avverso a quella che si configurerebbe comunque come una nuova sentenza, Berlusconi avrebbe il diritto di ricorrere in Cassazione, con i tempi della giustizia che ben conosciamo.
  • Così come Berlusconi ha necessità dello scudo dell'elezione parlamentare, anche le colombe dell'area filo-governativa del PdL, come ho già più volte avuto occasione di affermare, sanno bene che una cosa sono i voti che il PdL (o Forza Italia che dir si voglia) prende con Berlusconi candidato, altro senza Berlusconi candidato. La partita di Alfano, infatti, non è quella di spaccare il PdL, ma di prendersi tutto il PdL. In nome sempre, e basta vedere le dichiarazioni delle colombe presunte scissioniste di ieri, del Cavaliere e del suo bene. Un piccolo partitino scissionista che indebolisse il PdL, che sarebbe molto piaciuto al PD e alla sinistra, spero di sbagliarmi, non si farà. Alfano ha ben presente, a mio avviso, la lezione di Fini: ricordate l'euforia per la scissione? Dopo poche settimane di lavorio del Cavaliere, molti erano già rientrati e, alle elezioni, il risultato di FLI fu ben misero; ora Fini è sparito.

Dopo il 24 luglio 1943, Mussolini e il fascismo non finirono, e gli italiani dovettero affrontare altri due anni di guerra.

Insomma, il Re è sicuramente nudo, ma non è sconfitto. E la sconfitta, a sinistra, non mi stancherò mai di ripeterlo, dobbiamo cercarla sul piano politico, prima che sul piano meramente giudiziario (da cui, però, non si può prescindere e che sta segnando la fine dell'impero).

Pier