La CIA ci spia

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"La CIA ci spia, sotto gli occhi della polizia" cantava Eugenio Finardi nel 1976.

Da allora, nulla è cambiato. Né nulla poteva cambiare.

Periodicamente, nascono gli scandali delle intercettazioni, per qualche giorno ci si indigna, poi, più nulla. Tutto viene messo a tacere e passa sotto silenzio.

Che l'attività di spionaggio non sia cosa dell'oggi, ma che sia cosa vecchia come l'uomo, è fuor di dubbio. Resta il fatto che vi sono attività che restano incomprensibili.

Gli USA affermano che ciò viene fatto per garantire la sicurezza propria e degli alleati. Ma come si garantisce la sicurezza interna o degli alleati spiando, ad esempio, il cellulare di Frau Merkel o di Monsieur Hollande, o di tanti ignari cittadini europei?

Appare, piuttosto, che gli USA, più che alla sicurezza, sia interessati a qualcosa che ha molto più a che fare con la libertà e la sovranità di popoli e nazioni.

E, comunque, anche se riguardasse la sicurezza, gli USA, che sono una grande nazione democratica (che, personalmente, stimo ed ammiro), dovrebbero ricordarsi gli insegnamenti di un Grande americano, Padre della Nazione, Benjamin Franklin, che affermava:

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza.

Pier