8 marzo 2014

  • PDF

Come ogni anno, stancamente, ci si ritrova a commemorare con una festa - ormai quasi completamente consumistica - una grande battaglia e una tragedia nella storia dell'emancipazione femminile.

Profondamente convinto, di ciò che diceva Simone de Beauvoir:

Non ho mai nutrito l'illusione di trasformare la condizione femminile, essa dipende dall'avvenire del lavoro nel mondo e non cambierà seriamente che a prezzo di uno sconvolgimento della produzione. Per questo ho evitato di chiudermi nel cosiddetto «femminismo»

Quest'anno voglio ricordare l'8 marzo con una canzone popolare, nata tra fine '800 e inizi '900, nella pianura Padana, tra le mondine e che rivendica libertà e lavoro, proprio a partire da quel

Sebben che siamo donne

E lo faccio con le immagini di Novecento, di Bernardo Bertolucci, che tanta forza hanno dato al concetto.

Buon 8 marzo!

Pier