L'errore della sottovalutazione

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Ebbene sì, l'ho visto anch'io. Anch'io che non vedo praticamente mai Porta a Porta se non per pochi minuti quando, qualche volta, ci capito per sbaglio facendo zapping.

Ieri sera, però, no. L'ho fatto in maniera determinata. Mi sono anche fantozzianamente preparato, come l'occasione richiedeva: frittatona di cipolle, familiare di Peroni gelata e...

Confesso, mai visto nulla di più allucinante. Mi pareva essere al bar il lunedì mattina, quando tutti si improvvisano super-mega-allenatori e sparano la loro, oppure a certe riunioni condominiali, dove c'è sempre quello che sa lui come risolvere tutto e crede che, per farlo capire, occorre sbraitare.

Intanto, sui social network o nelle agezie mi capitava di leggere tutto e il contrario di tutto: grandiddimo Grillo che zittendo Vespa, Vespa sta massacrando Grillo, ha vinto Grillo, ha vinto Vespa.

Non so chi abbia vinto e, francamente, poco importa, ma anche se rimane il giudizio che ho espresso prima, una cosa non bisogna fare, se non si vuole davvero che tutto ciò diventi pericoloso, non bisogna sottovalutare Grillo, il suo movimento e il messaggio che ne viene.

Non bisogna sottovalutarlo perché esprime ciò che pensa o dice la gente comune al bar o all'assemblea di condominio. E la gente comune (termine che detesto, ma che mi trovo costretto ad usare perché è quello che rende meglio) è quella che, poi, va a votare. Se ci va... Ciò non significa che la politica debba parlare alla pancia della nazione, ma che deve sapere che dalla pancia arriva l'indicazione anche di problemi veri, di cui farsi carico e risolvere. Non necessariamente assecondando, ma risolvendo concretamente.

Non bisogna sottovalutarlo perché, in un mare magnum di banalità, quando non di sciocchezze, alcune cose giuste le ha anche dette (tanto per citarne un paio, la questione degli eurobond o il reddito di cittadinanza). Mi si dirà: certo, ma anche un orologio rotto segna l'ora esatta almeno due volte al giorno.

Proprio così. E questo fa parte proprio di quelle istanze che vengono dalla "gente" e che sono istanze e problemi veri di cui la politica si deve far carico. Molto più che delle leggi elettorali o della questione della giustizia che, così come viene posta, è qualcosa che interessa e serve solo a Berlusconi (altro sarebbe parlare di giustizia giusta - tautologico, vero? - ma qui il discorso sarebbe troppo lungo).

Non si commetta, quindi, l'errore di sottovalutare rispondento con: Grillo sa solo insultare o Grillo dice solo bugie. Occorre saper rispondere a Grillo punto su punto, con risposte concrete alle sue affermazioni. Anche a quelle che sono bugie. Saper dire, questa è una bugia, ma il problema è un problema concreto e la soluzione a quel problema è questa, non quella che propone il M5S.

Diversamente, Grillo potrebbe davvero arrivare al 96% e, a quel punto, l'orologio non avrebbe più neppure lancette e, rotto o meno, non segnerebbe mai alcuna ora esatta.

Pier