Se vedete solo una camicia bianca...

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I simboli, in una società mediatica e dell'immagine, come la nostra, sono importanti, ma se in quanto successo l'altro giorno, alla chiusura della Festa Democratica, a Bologna, ci vedete solo una camicia bianca - che trionferà diversamente e a dispetto della bandiera rossa - vi sbaliate di grosso.

Il messaggio ben più importante che ne esce, è che i rappresentati dei più importanti partiti socialisti europei (italiano, francese, spagnolo, olandese e tedesco) sono d'accordo a condurre il PSE ad una comune battaglia per il lavoro e le persone. Contro l'austerità e per lo sviluppo.

Certo una battaglia non facile, visto che il PSE non governa l'Europa da solo, ma è parte di una più vasta maggioranza con il PPE, ma forse anche proprio per questo, una battaglia che deve portare avati con forza.

Una battaglia per cambiare l'Europa, rispetto agli indirizzi conservatori dati al governo europeo in questi anni, ed una battaglia che deve essere condotta in unità. Così come, fino ad ora, non è mai stato fatto, come ben sintetizzavano le parole del premier socialista francese Valls:

«Per risollevare l'Europa la sinistra ha bisogno di unità, orgoglio, ideali, lotte comuni. La sinistra è tornata a riunirsi per rilanciare l'Europa, il lavoro, per far sentire la propria voce. La nostra azione sta cominciando a dare i suoi frutti. Se vogliamo essere ascoltati dobbiamo essere uniti, non lo siamo stati abbastanza in passato.»

Unica preoccupazione, se mai, è che questa unità all'interno del PSE, come in passato, non ci sia. In tal senso e con l'onestà che, credo, mi ha sempre contraddistinto, metto in evidenza anche le negatività, che sono state l'assenza di un rappresentante del Labour inglese e il profilo, sicuramente non paragonabile a quello dei rappresentati di PSF e PSOE, dell'inviato dell'SPD, come a prendere le distanze.

Non mi pare, insomma, di aver visto solo camicie bianche.

Pier