Cui prodest?

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Ho avuto e continuo ad avere molte perplessità sul Jobs Act. Perplessità che ho avuto modo di esprimere sia qui che sui social network.

Detto questo, però, qualcuno mi sa spiegare che utilità vi sarebbe stata, per la battaglia sul lavoro, dalla caduta del governo? 

Se il governo non avesse avuto la fiducia e Renzi si fosse dovuto presentare dimissionario al Presidente della Repubblica, come molti, anche a sinistra, auspicavano, si sarebbero aperti tre scenari possibili.

  • Il Presidente Napolitano rimandava il governo alle camere, con la concreta ipotesi che il soccorso azzurro - evitato con l'accoglimento, anche se in parte, delle richieste della sinistra dem e l'aver posto il voto di fiducia - diventasse operativo e determinante, portando, di fatto, FI nella maggioranza di governo.
  • Il presidente Napolitano poteva incaricare altri di formare il governo, con anche in questo caso il rischio che si andasse ad un esecutivo di ancora più larghe intese, sempre con l'inclusione di FI.
  • Infine, il Presidente Napolitano, ipotesi più remota ma possibile, magari dopo aver espletato i passi di cui sopra con esito negativo, poteva sciogliere il parlamento e indire nuove elezioni. Con il rischio che la sinistra - comprendente il PD, perché neppure in SEL, immagino, si pensa ad una sinistra che non comprenda, tutto o in parte, il PD - le elezioni le potesse perdere, magari con una vittoria dei populismi, oppure non le vincesse e fosse necessario tornare al un governo di larghe intese, sempre con anche l'inclusione di FI. Ancora, che potesse vincere un PD a guida, comunque Renzi, ancora più spostato verso una scelta liberista, giustificando, anche nelle urne , anche in questo caso, un accordo con FI.

A me pare che nessuno dei tre scenari possibili - e non credo ce ne siano tuttora altri - farebbero bene alla battaglia sul lavoro e alla sinistra.

Questo se si vuol essere stare nella ragionevolezza, se, invece, si gioca allo sfascio e al muoia Sansone con tutti i Filistei, è altra cosa. Ma è cosa che non mi appartiente.

Pier