L'oltrista

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Beppe Grillo dice che la politica è fatta di morti. Tutti. Da Berlusconi a Bersani, da Vendola a Casini. Lui è "oltre".

Dove il suo movimento (Movimento 5 Stelle) si è presentato alle elezioni, è indubbio che ha ottenuto un successo. 2,4% a Napoli, 3,4% a Milano, 5,2% a Torino, 9,4% a Bologna, fino all'11,7% di Rimini.

Analizzando questi risultati, si vede che il Movimento 5 Stelle guadagna più voti dove ci sono candidati di sinistra che sono maggiormente vissuti come apparatčik, in primo luogo nella "rossa" Emilia, dove è inevitabile che l'antipolitica e la critica alla casta vada nella direzione di quei partiti di sinistra e di cento-sinistra che la governano e l'hanno governata.

Il risultato è meno eclatante laddove la sinistra, come a Milano e Napoli, si presenta con candidati nuovi, che ben rappresentano l'alternativa, anche alla visione neo-ulivista e centrista di certo PD.

Pure, è indubbio che l'elettorato di Grillo sia un elettorato, in larga parte, di sinistra. Un elettorato di sinistra che, però, trascinato dall'"oltrismo", rischia da far vincere la destra - come sempre accade nelle situazioni in cui prevale l'antipolitica.

Beppe Grillo dichiara di non volersi schierare nei ballottaggi. E sbaglia.

Pensando di capitalizzare chissà quale risultato, rischia di fare la fine di quel tale che dichiarava: "ero sull'orlo di un burrone, ora sono oltre, ho fatto un passo avanti".

Anche noi, però, non rischiamo di andare "oltre", incominciamo a parlare a quell'elettorato e alle istanze, anche giuste, di cui è portatore.

Pier