Modello Macerata? No grazie!

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Sono convito che tra le forze politiche oggi all'opposizione è possibile definire un programma di grandi scelte per l'Italia su cui lavorare insieme. A Macerata il candidato Udc ha avuto un discreto successo elettorale, e gli elettori della sinistra lo hanno votato. Un modello che si può riproporre a livello nazionale.

Massimo D'Alema

Mentre la sinistra vince a Milano, Napoli, Torino, Bologna, Cagliari, senza alcun appoggio condizionante di un terzo polo inesistente, ma potendo contare anche sul voto moderato, Massimo D'Alema, giocando di sponda con la proposta neoulivista del segretario del PD Pier Luigi Bersani, ripropone con forza il "modello Macerata".

Ora, a Macerata, una coalizione formata da PD, IdV e terzo polo (UDC e API), talmente condizionante da aver espresso il candidato alla presidenza – Pettinari dell'UDC – arriva al ballottaggio e conquista la provincia con il 54% dei voti, grazie anche alla responsabilità degli elettori di sinistra (SEL e Federazione della Sinistra) che in prima battuta avevano espresso un diverso candidato.

Per inciso, il candidato della sinistra era anche un compagno socialista, Francesco Acquaroli, già sindaco di Morrovalle.

Se si fa un minimo di analisi del voto – ma proprio banale, banale – si vede come UDC e API (il terzo polo) abbiano dato alla coalizione un apporto del 8,34%, INFERIORE al 9,64% delle liste di sinistra.

Di quale "modello Macerata" si va cianciando? Deve essere un modello il condizionamento di un centro poco influente, che non andrebbe lontano senza la responsabilità della sinistra al secondo turno? E' un modello solo perché ora SEL entra in giunta?

Come diceva, giustamente, Gad Lerner l'altro giorno sul suo blog, con tutto il rispetto, si guardi un po' più in là.

Pier