Vade retro sinistra!

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L'IdV non è un partito di sinistra.

Lo ha affermato ieri Di Pietro, ricordando che, a livello europeo, l'IdV aderisce all'ALDE che, in effetti, è il gruppo che riunisce liberali e democratici eurpei. Niente sinistra, appunto.

Oddio, che la dirigenza dell'IdV - magari è cosa diversa per il suo elettorato - non fosse propriamente di sinistra, un po' ce ne eravamo già accorti. E non solo per la storia giustizialista del leader o per la facilità con cui vari deputati dell'IdV sono facilmente passati da questa alla destra, dimostrando come non esista in tale partito un senso di appartenenza alla sinistra appunto.

Piuttosto, ricordo come, in un passato non troppo lontano, anche Veltroni - allora segretario del PD - aveva affermato che

Se il PD rifluisce sulle posizioni della sinistra socialista si suicida.

Ed ancora:

Il Pd non può che essere un partito di CENTROsinistra a vocazione maggioritaria.

E non solo Veltroni, ma Franceschi, Rutelli - quando ancora era nel PD - e molti altri.

Ora, l'obiezione di Di Pietro, poi, in aula, dopo il colloquio con Belusconi, ha però un suo fondamento.

Dice il vero il Tonino nazionale quando afferma che non sappiamo ancora quale sia l'alternativa da proporre agli elettori per il dopo Berlusconi. Soprattutto, non sappiamo come sarà congeniata tale alternativa e la DIREZIONE che avrà.

Sarà una alternativa di sinistra o ci porterà verso la dipendenza dal centro?

La sinistra non ha mai avuto grande successo in Italia. Ha pagato quella che un tempo si definiva l'anomalia del più grande partito comunista dell'Occidente - ma l'Italia aveva anche l'anomalia del più grande partito confessionale dell'Occidente, la DC - che non ha mai permesso un aggancio della politica italiana alla "normalità" del quadro politico europeo dove la sinistra è sempre stata rappresentata dai partiti socialisti - e solo parzialmente da quelli comunisti - che si contrapponevano ai partiti conservatori - anche democratico cristiani, ma sicuramente laici rispetto alla DC - con la presenza, poi, dei partiti liberali e, dagli anni '80, degli ecologisti, con le destre e i partiti autonomisti erano ben poca cosa.

Ancora oggi continuiamo a cadere in questa trappola, tanto che la sinistra deve continuamente stare a precisare la distinzione tra sinistra radicale e sinistra riformista, che il PD, appunto, dice di essere di CENTROsinistra e non di sinistra, ecc.

Bisogna dire che neppure il New Labour di Blair o l'SPD di Schröder, nella loro deriva neoliberista, hanno mai messo in discussione la collocazione dei loro partiti nella "sinistra". Invece, in italia, anche solo la parola va esorcizzata.

E non illudano le vittorie di Napoli o Milano. Lì, più che vincere la sinistra, ha perso la destra. C'è, però, una voglia di cambiamento che va messa a frutto e su questa va costruito.

Occorre costruire un'alternativa, come giustamente diceva Di Pietro. Ma di sinistra! Come sta avvenendo in tutta Europa.

Pier