Cui prodest?

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Può sembrare un giochino stupido, da dietrologia a tutti i costi. E qualche volta lo è. Pure, come diceva un grande vecchio della politica, "a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina".

E allora, a chi giova quanto avvenuto ieri in Val di Susa?

Sicuramente non alle comunità della valle, a cittadini, famiglie con bambini, amministratori, sindaci, presidente della comunità montana che, ieri, pacificamente volevano dimostrare contro una scelta che non approvano. Lo facevano pacificamente, legalmente, democraticamente e, soprattutto, legittimamente.

Con la legittima di una comunità di poter discutrere dell'uso del proprio territorio. Ciò non significa, si badi bene, che non vi possano essere esigenze sovraterritoriali, ma che queste esigenze debbano essere chiaramente motivate e dimostrate e che alle comunità locali si offrano delle giuste compensazioni per i disagi che le si costringe a subire.

In questo periodo ho sentito spesso il Presidente della Comunità Montana, uomo tranquillo e ragionevole, affermare che mancano entrambe. E l'ha sempre fatto con argomentazioni che ho ritenuto accettabili. Cosa che, invece, non ho sentito argomentare dall'altra parte, se non con un generico "ce lo chiede l'Europa".

Ciò che scrivo, sia chiaro, non vuole essere una giustificazione alla violenza. Tutt'altro! Non penso che tutti sono eroi, ma le famiglie, i cittadini, i sindaci che ho visto sfilare pacificamente, quelli sì.

Pier