8 marzo

  • PDF

La giornata internazionale della donna ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo.

E non solo discriminazione e violenze, fino all'omicidio, come ci ricorda Angela Azzaro con il suo intervento su gli Altri, ma anche e soprattutto silenzio. Silenzio che è degli uomini e della politica, guarda caso sempre molto, troppo, esclusivamente maschile.

Oppure il silenzio che scende su donne coraggiose, che, invece, come scrive Matteo Cosenza su Il Quotidiano della Calabria, dovrebbero assurgere a simbolo.

O ancora le tante donne che, pesantemente e in maniera ancora maggiore al sud, pagano la crisi con tassi di disoccupazione del 30%.

Pure, le donne hanno rappresentato da sempre una grandissima, immensa, risorsa anche civile e politica nella nostra storia, dalla prima volta del voto femminile al referendum del 2 giugno 1946, alle più recenti manifestazioni di Se non ora, quando?

Dice bene Angela Azzaro: «Invece di parlare di sé gli uomini in generale preferiscono dare buoni consigli, non capendo che oggi il problema è loro.»

Il problema è tutto nostro e nell'incapacità di celebrare e lottare con le donne non solo l'8 marzo ma 365 giorni l'anno.

Auguri!

Pier