Un predellino di sinistra?

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Le affermazioni del segretario nazionale del PSI, Riccardo Nencini, circa l'opportunità di un "predellino di sinistra" che preveda lo scioglimento entro un mese dei soggetti della sinistra riformista, consegnando al PD il compito di una rifondazione di un nuovo soggetto, risulta un po' poco comprensibile.

Primo perchè non si capisce bene quale sia la sinistra riformista e quali ne siano i soggetti. Che via sia una sinistra riformista, buona, da contrapporre a una sinistra radicale, cattiva, è il gioco a cui da mesi ci va costringendo il centro-destra e, proprio l'affermazione di Pisapia a Milano - che pure Nencini cita a motivazione della sua proposta - come quella di De Magistris a Napoli, o gli stessi candati del PD Fassino e Merola a Torino e Bologna, dimostrano che la sinistra, senza aggettivizzazioni e divisioni tra preunti riformisti e presunti radicali, se unita può vincere.

Soprattutto, e questa è la seconda cosa, dimostra che tale sinistra può vincere senza dover ricorrere all'aiuto di un Terzo Polo che, come nota lo stesso Nencini, risulta inconsistente.

Il progetto di un centro-sinistra che isola la cosiddetta sinistra radicale per un accordo vincente con il centro, progetto sponsorizzato dal PD, esce sconfitto da queste elezioni.

Come Sinistra Socialista e come Leghe Socialiste, riteniamo, invece, che sia, a maggior ragione, ancora valido - ed ora vincente - il progetto di una grande forza di sinistra che veda nel PSI, nel PD e in SEL il proprio centro propulsore.

Una forza chiaramente collocata a sinistra, che non indulga verso il centro, e che sia di chiara ispirazione socialista.

Pier Luigi Camagni

consiglio nazionale PSI
coordinamento Lega dei Socialisti Lombardia