La scommessa della decrescita

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Cos’è la decrescita?

L’ecologia è sovversiva poiché mette in discussione l’immaginario capitalista dominante. Ne contesta l’assunto fondamentale secondo cui il nostro orizzonte è il continuo aumento della produzione e dei consumi. L’ecologia mette in luce l’impatto catastrofico della logica capitalistica sull’ambiente naturale e sulla vita degli esseri umani.

CORNELIUS CASTORIADIS

Sembra ormai chiaro che oggi viviamo nell’epoca della sesta estinzione delle specie. Quotidianamente, infatti, si registra la scomparsa di un numero di specie (tra vegetali e animali) che va da cinquanta a duecento, un dato drammatico superiore da mille a tremila volte a quello dell’ecatombe delle ere geologiche passate. Come scrive felicemente Jean-Paul Besset: “Dai tempi dei ghiacci polari una tale frequenza non ha paragoni”. La quinta estinzione, che si è verificata nel Cretaceo 65 milioni di anni fa, aveva visto la fine dei dinosauri e di grandi altri animali, probabilmente a causa dell’impatto della Terra con un asteroide, ma era avvenuta in un arco di tempo ben più lungo rispetto a quello delle catastrofi attuali. Oggi, inoltre, a differenza delle epoche precedenti, l’uomo è direttamente responsabile della “deplezione” in corso della materia vivente e potrebbe addirittura esserne vittima. Se crediamo al rapporto del professor Belpomme sui tumori e alle analisi del rinomato tossicologo Narbonne, la fine dell’umanità dovrebbe avvenire perfino più rapidamente del previsto, verso il 2060, per la sterilità generalizzata dello sperma maschile prodotto dall’effetto dei pesticidi e altri Pop o Cmr (i tossicologi definiscono Pop gli inquinanti organici persistenti di cui i Cmr – cancerogeni, mutageni, reprotossici – rappresentano la specie più “innocua”).

Dopo decenni di frenetico spreco, siamo entrati in una zona di turbolenza, in senso proprio e figurato. L’accelerazione delle catastrofi naturali – siccità, inondazioni, cicloni – è già in atto. Ai cambiamenti climatici si accompagnano le guerre del petrolio (alle quali seguiranno quelle dell’acqua) ma anche possibili pandemie, e si prevedono addirittura catastrofi biogenetiche. Ormai è noto a tutti che stiamo andando dritti contro il muro. Restano da calcolare solo la velocità con cui stiamo arrivando e il momento dello schianto. Secondo Peter Barrett, direttore del Centro di ricerca sull’Antartico all’università neozelandese di Victoria, “proseguire con questa dinamica di crescita ci metterà di fronte alla prospettiva di una scomparsa della civiltà così come la conosciamo, non fra milioni di anni o qualche millennio, ma entro la fine di questo secolo”. Quando i nostri figli avranno sessant’anni, se il mondo esisterà ancora, sarà molto diverso.

da  La scommessa della decrescita di Serge Latouche, ed. Feltrinelli

Il termine “decrescita” suona come una scommessa o una provocazione, nonostante la generale consapevolezza dell’incompatibilità di una crescita infinita in un pianeta dalle risorse limitate. Questo libro è incentrato sulla necessità di un cambiamento radicale. La scelta volontaria di una società che decresce è una scommessa che vale la pena di essere tentata per evitare contraccolpi brutali e drammatici. Bisogna ripensare la società inventando un’altra logica sociale. Ma qui si pone la questione più difficile: come costruire una società sostenibile? Per farlo bisogna cambiare valori e concetti, mutare le strutture, rilocalizzare l’economia e la vita, rivedere nel profondo i nostri modi di uso dei prodotti, rispondere in positivo alla sfida posta dai paesi del Sud del mondo. Infine, bisogna garantire tramite misure appropriate la transizione del nostro modello incentrato sulla crescita a una società della decrescita. Tutti temi questi che già a vario titolo compaiono nell’agenda politica di molti paesi europei e che finalmente anche in Italia cominciano a definirsi.

Categoria: saggi

Giudizio Pier: E se fosse davvero questa la soluzione? Sicuramente viviamo un momento in cui la crisi impone a tutti di incominciare a pensare – e ripensare – il modello di economico e sociale di riferimento. Ammetto che non tutto mi ha convinto, ma, sicuramente, la lettura offre ampi spazi di riflessione su un futuro possibile e sostenibile per i nostri figli e i figli dei nostri figli. E forse su una società più giusta.

Consiglio: da leggere e, soprattutto, riflettere.


Il comodino di Pier