Le carogne del complotto

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Charlie Hebdo non fa solo satira, pubblica anche articoli che non hanno alcuna intenzione di far ridere, ma riflettere. Anche la satira, per un fruitore intelligente, oltre a strappare il sorriso, dovrebbe far riflettere, ma tant'è.

Su questo articolo in particolare, visti anche gli accadimenti, occorre riflettere con maggiore attenzione.

Pier

Les charognards du complot

La particolarità della teoria del complotto è che risulta impossibile da smontare. Ogni elemento fornito per farlo, viene poi interpretato dai complottisti come "prova" ulteriore delle loro ragioni.

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Studio Nens: Iva evasa, ecco come recuperare 60 miliardi

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In questi giorni si parla molto di riforma del mercato del lavoro, riforma incentrata fondamentalmente su una maggiore flessibilità - che, per altro già esite, ricordo che dai dati OCSE (strictness of employment protection) più recenti, l'Italia ha un indice di flessibilità dell'1,77, al di sotto della media mondiale del 2,11 e della Germania o dei paesi del nord Europa, del 3,0; tradotto: è più facile licenziare in Italia che in Germania - che sarebbe bilanciata da un'estensione degli ammortizzatori sociali.

Di per se, la proposta, da un punto di vista della logica, potrebbe essere anche accettabile. Si scontra, però, come messo in evidenza da molti, con una estrema scarsità di fondi. La legge di stabilità parla chiaro, anche un'eventuale destinazione di 1,5 miliardi per nuovi ammortizzatori, questi sarebbero del tutto insufficienti a garantire un reale sostegno del reddito e, conseguentemente, a far ripartire l'economia sulla base di una ripresa della domanda interna.

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Per una proposta di rapido impatto sulla domanda e la crescita

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E' noto, e purtroppo sin troppo abusato dai keynesiani de'noantri, quelli che un vero keynesiano come Marcello De Cecco critica come fautori dello spreco del denaro pubblico, il detto di Keynes secondo cui "se l'autorità pubblica seppellisse bottiglie e lasciasse ai privati il compito di disseppellirle, per il principio del moltiplicatore, aumenterebbero il reddito reale e l'occupazione". Va ricordato che, subito dopo questa famigerata frase, Keynes scrisse che "Effettivamente sarebbe più sensato costruire case e simili; ma se per questo si incontrano difficoltà politiche e pratiche, quanto sopra sarebbe meglio di niente". Di fatto anche un terremoto o una frana sono opportunità per generare investimenti, occupazione e quindi consumi , e quindi crescita.

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Possono i mainstream europei di sinistra ricollegare socialismo e democrazia economica?

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Le recenti elezioni in Francia hanno dato al Partito socialista il controllo di entrambi i rami, esecutivo e legislativo, dello Stato. Buone notizie? Per quelli di noi a sinistra, sicuramente. Un passo importante verso un nuovo ordine economico socialista in Europa? Difficilmente. In Francia abbiamo un partito socialista che non ha come riferimento il socialismo. Ma non è solo la Francia, naturalmente. In Spagna il PSOE ha poco a che fare con il socialismo o con un avanzato potere della classe lavoratrice. In Gran Bretagna abbiamo un partito laburista che non sostiene alcuna forma di controllo del lavoro sull'economia. In Germania e in Svezia abbiamo partiti socialdemocratici che sembrano credere che la socialdemocrazia può coesistere con l'assenza di democrazia economica del capitalismo corporativo - come il neo-liberismo ha evidenziato, questa nozione si è sempre dimostrata falsa. Questi partiti molto tempo fa si sono ritirati dal socialismo e dal controllo democratico del capitale.

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Il Palazzo di Giustizia di Milano... La società, la gogna e la necessità di una reazione politica

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Ho acceso la tv e ho visto e sentito quel che è successo al Palazzo di Giustizia di Milano. Si tratta di uno dei tanti episodi che segnalano una società malata, in cui ognuno pensa di avere sempre ragione e non accetta più leggi, regole, comportamenti che possano tenere insieme una comunità. È vero anche che leggi e regole sono spesso violate da chi governa, da chi dovrebbe farle rispettare con l'autorità dello Stato, ma non si pensa più di reagire a questa situazione tenendo conto che la democrazia ci può consentire la protesta, la denuncia, la lotta per la giustizia. E anche per fare funzionare meglio gli apparati dello stato. La corruzione c'è. Ma oggi tutto e tutti sono indicati come corrotti o corruttibili.

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Tutti pazzi per Linus

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Se siamo cre­sciuti come siamo cre­sciuti è in eguale misura merito di Jean-Luc Godard, di Marx e della Coca-Cola, degli Spa­ghetti Western e di Linus. Forse anche dei Bea­tles e dei Rol­ling Sto­nes. Ma, certo, a dodici anni, quando vidi per la prima volta una stri­scia di Char­lie Brown e mi inna­mo­rai per­du­ta­mente di Linus e della sua coperta, di Char­lie Brown e della sua cuc­cia, i fumetti erano, assieme al cinema, l'invenzione più grande del mondo.

A quel tempo, i fumetti non si leg­ge­vano una sola volta, si rileg­geva e rileg­ge­vano quasi all'infinito. Come per Topo­lino o Nembo Kid.

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L’insostenibile leggerezza della Germania

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Un'attenta analisi dell'amico Riccardo Achilli che, volentieri, condivido.

Pier

Il fondamento della dottrina di politica economica tedesca, nella tempesta di questa crisi, è riassumibile nei due grafici che seguono. Il primo riguarda il saldo commerciale della Germania con l'area euro, il secondo con il resto del mondo fuori dall'euro. Come è possibile vedere, se il saldo commerciale intra-euro peggiora progressivamente, fino a diventare negativo (per via della contrazione della domanda dei Paesi euromediterranei sottoposti ad austerità) quello con il resto del mondo migliora. La politica economica tedesca, sin dagli anni pre-crisi del Governo Schroeder, ha prodotto un contenimento della crescita dei costi, insieme a forti investimenti di sistema mirati ad accrescere la produttività totale dei fattori. Con la conseguenza che, se la Germania, insieme ad un gruppo di Paesi nordici fortemente integrato al suo interno, ha una tendenza a contenere l'andamento del CLUP, cioè del costo del lavoro rispetto alla produttività, allora i Paesi dell'euro ad alto debito, pubblico o bancario, ed a basso potenziale di crescita, sono costretti a seguire questa tendenza, che comporta una politica deflazionistica, per avvicinarsi ai trend tedeschi di CLUP, pena uno spiazzamento competitivo in un'area dove non esiste uno schermo valutario a difenderli dalla bassa competitività: spiazzamento che produrrebbe inevitabilmente un ingente e sfavorevole processo di redistribuzione dei capitali e degli investimenti, ed una caduta di competitività internazionale tale da spingerli fuori da tale area (ma nessuna economia a basso potenziale di crescita ed a alto debito, checché ne pensino frange ultraminoritarie, è in grado di pagare il costo economico e politico connesso con l'uscita dall'euro. Tale ipotesi può essere trattata solo come piano B in caso di assoluta impossibilità di cambiare la direzione disastrosa delle politiche europee nel prossimo futuro, un po' come i due protagonisti di quel famoso film americano, l'Inferno di Cristallo, che per evitare la morte sicura da combustione si buttano giù da un grattacielo, comunque con la quasi certezza di sfracellarsi).

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