Gli ainu e il monolitico Giappone

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I giapponesi si considerano abitanti di uno dei paei più omogenei al mondo, ma, a ben guardare, anche in quel paese esistono minoranze. In particolare, in campo etnico-religioso, non si può tralasciare il caso degli Ainu, circa 15mila persone che, ancora oggi, vivono nell'isola settentrionale di Hokkaido. E' un popolo, in origine di cacciatori-raccoglitori, che per certi versi ricorda alcune caratteristiche di tipo europide, ma mostra notevoli affinità con alcuni popoli siberiani. Inoltre, sono animisti. Un tempo, erano molto più numerosi, e vivevano anche nell'isola di Sakhalin, nelle Curilli, e nelle regioni nord-orientali dellisola di Honshu, la grande isola centrale dell'arcipelago giapponese. Per Alessandro Michelucci, del Centro documentazione popoli minacciati di Firenze siamo davanti ad una popolazione non solo antica, ma anche radicata, in un certo senso

E' altamente probabile che gli ainu, che nella loro lingua significa uomini, siano stati i primi abitanti di quello che oggi chiamiamo Giappone. I giapponesi, semplificando un po' in modo spiccio, sono ex-cinesi...gli ainu poi, oltre a seguire lo sciamanesimo, sono legati, sul piano linguistico ai popoli paleosiberiani. Certo, ormai parliamo di un numero così limitato di persone, che la sopravvivenza del loro idioma è quasi un fatto disperato!

Dal 1400 i contatti con i giapponesi sono stati piuttosto frequenti, ma sono degenerati dal 1868, quando con la "restaurazione del Meiji, il Giappone è diventato uno stato fortemente centralizzato. Praticamente, la cultura ainu è stata spazzata via, e i superstiti sono stati ridotti in villaggi-ghetto, dove, tra la fine della vita semi-nomade, l'alcolismo, la sifilide, hanno subito un destino simile a quello dei pellerossa in America. Dopo la seconda guerra mondiale è vero però che c'e' stato un ritorno di fiamma di interesse verso glio ainu,m anche in campo accademico, non solo turistico...

Direi che gli ainu, hanno iniziato, dagli anni '70 in poi, a sfruttare gli spazi che si aprivano, anche a livello internazionale, per la difesa dei loro diritti, specie in ambito Onu. Ma la sensazione che ho avuto, incontrandone alcuni, alla sede delle Nazioni Unite di Ginevra, è che siano ridotti ai minimi termini, sia sul piano numerico, che culturale...

Ma l'8 maggio del 1997 la dieta nipponica, a larghissima maggioranza, ha varato una nuova legge per la difesa dei loro diritti. Certo, un loro riconoscimento come popolo indigeno continua ad essere eluso...

Questo dipende dalla logica "monolitica" giapponese, simile a quella francese, per cui, in Giappone, vivono solo giapponesi! Il che è falso, se pensiamo, tanto per fare un esempio, oltre che agli ainu, anche agli abitanti di Okinawa, o alle comunità di esuli coreani, o anche ai "burakumin", da buraku, ghetto, giapponesi, si badi bene, ma considerati cittadini di serie B e discriminati sul piano sociale, perché i loro genitori svolgevano lavori "impuri", tipo becchini o conciatori di pelli...questo per via dell'ossessione tutta nipponica per la pulizia!

Fabrizio Noli

Il Mondo di Annibale