Mongoli e celeste impero

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Gli eredi del grande Gengis Khan sono oggi meno di 10 milioni di individui, cosi' suddivisi: 5 milioni e 800 mila in Cina, nella provincia autonoma della Mongolia interna, 2 milioni e 700mila nella Repubblica di Mongolia, indipendente, e il restante milione in Russia. Assoggettati dai cinesi nel XVII secolo, i mongoli hanno fatto parte del celeste impero fino al 1912. Con l'avvento della Repubblica la Mongolia esterna inizio' una lotta per l'indipendenza, appoggiata dai sovietici, culminata, nel 1924, con la proclamazione dell'indipendenza, legando strettamente il suo destino a quello dell'Urss. Il resto della Mongolia invece continuo' a far parte della Cina. Se dei tibetani si e' parlato molto, cosi' come degli uighuri, dei mongoli (che pure con i primi condividono lo stesso credo religioso, il buddhismo lamaista) e dunque del problema etnico mongolo in Cina, si e' invece finito per parlare per nulla o quasi, in tutti questi anni. Stefano Cammelli, storico e direttore di Polo News, ci da' questa risposta...

Le ragioni di questo silenzio sono molte. La Mongolia Interna e' stata una zona "bonificata" con molta durezza, in primis perche' e' stata una delle prime zone rosse del paese, da cui e' partita la conquista della Cina da parte dell'sercito di liberazione popolare, e poi qui si e' registrato, durante gli anni trenta, fino al 1945, il chiaro tentativo giapponese di utilizzare l'etnia mongola in chiave anticinese, da parte dei giapponesi.

Una battaglia dunque al momento forse poco spendibile e/o praticabile, ma occorre anche ricordare che cosa era l'Impero Cinese negli ultimi secoli...

Quando la dinastia Quing costitui' questa nuova unita' cinese, nel XVII secolo, era una costruzione che affidava all'imperatore, mancese, la guida di un universo multietnico, multiculturale, multilinguistico, e cosi' fu dal 1648 al 1912. La forma, l'aspetto fenomenico di tutto questo, venne ribadito in una maniera molto netta che oggi, evidentemente, i cinesi nascondono. Tutti gli editti imperiali infatti, erano in 4 lingue: il mongolo, il mancese, il tibetano e il cinese! Erano tutte messe sullo stesso piano. Punto e a capo!

C'era, e' chiaro, il riconoscimento di queste etnie!

Altroche'! Il discorso era questo: io, come imperatore, garantisco l'equilibrio tra i diversi popoli. Quando pero' Sun Yatzen ha dichiarato l'inizio della Repubblica Cinese, nel 1912, i tibetani e i mongoli hanno detto: "ragazzi, fermatevi!"...si sentivano infatti parte di un progetto universale, in cui chiunque poteva aspirare a diventare "governatore". Facevano cioe' parte di un'entita' superiore, l'Impero Cinese, cosi' come Roma era un impero superiore, che dialogava da pari a pari con i popoli soggetti, dai galli, agli illirici, agli egiziani. In pratica, tibetani e mongoli nel 1912 si sentirono come se un generale romano avesse decretato la fine dell'Impero e la ricostituzione della Repubblica Romana. Vissero traumaticamente il passaggio da una forma statale universale ad una piu' provinciale. E non furono d'accordo!

E si staccarono

E' cosi'. Si chiamarono fuori.

Parte della Mongolia e' poi divenuta indipendente a tutti gli effetti

E i cinesi hanno provato a riprenderla. In aiuto dei mongoli poi e' intervenuta l'armata rossa. E cosi' ha avuto inizio la vera tragedia per questo popolo! Si sono gettati tra le braccia dei sovietici, L'Urss era appena nata, parliamo del 1922-23, e tra il 1935 e il 1943, le cifre non sono chiare, ma , comunque, si parla di almeno 20mila templi distrutti e di un milione di persone, tra cui moltissimi monaci buddhisti, sterminati dalle purghe staliniane. Fatto sta che la Mongolia esterna, che era il cuore del buddhismo lamaista, ha subito un vero e proprio genocidio, ben altra cosa rispetto a quanto accaduto in Tibet. Questi poveracci da un lato erano felici per l'indipendenza, dall'altro, non hanno fatto neppure in tempo a godersi questa ritrovata autonomia che sono passati da un padre cattivo, la Cina repubblicana, ad un orco, l'Unione Sovietica staliniana! Certo, quelli rimasti sotto il controllo cinese hanno tirato un bel sospiro di sollievo, data la tragedia che si consumava al di la' del confine...in effetti, e' solo con la caduta del muro di Berlino che la Mongolia esterna ha potuto nuovamente essere arbitra del suo destino. Insomma, la realta' mongola e' molto complessa. Basti pensare che tuttora, nonostante le purghe subite, nella Repubblica di Mongolia, chi vuole imparare una lingua straniera, in genere sceglie il russo, piuttosto che il cinese! Perche' per i mongoli i russi sono lontani, i cinesi sono alle porte di casa...

Fabrizio Noli

Il Mondo di Annibale