Lettera di Che Guevara ai figli

  • PDF

Il 9 ottobre 1967, a La Higuera, in Bolivia, moriva, con una barbara esecuzione sommaria, Ernesto Guevara de la Serna, più noto come Che Guevara o semplicemente el Che.

Che Guevara è stato e resta un'icona del nostro tempo. Non solo visuale, immortalato nella celebre fotografia di Alberto Korda giustamente intitolata "Guerrillero Heroico", ma concreta e reale.

Che Guevara è stato ed è l'icona, non tanto del rivoluzionario, ma dell'dealista che concretamente si batte per un mondo migliore. Se quelle battaglie lo realizzino davvero, o se, invece, portino ad altre possibili sopraffazioni, non è detto, ma, almeno, vale la pena provarci.

Che Guevara diceva: «Le uniche battaglie perse sono quelle che non si combattono.»

E il combattimento, la vera rivoluzione, ricordava «deve cominciare dentro di noi» e non si ferma mai perché la qualità più bella del rivoluzionario è essere «sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo».

Un'icona, un simbolo potente che parla a tutti noi.

Io mi ricordo che, da ragazzino e non certo di sinistra, avevo un maglione rosso, che amavo tantisismo, con sul petto la silhouette nera tratta dalla famosa foto. Una banalità, se volete, ma segno di come avvertissi, forte, la potenza di quel simbolo.

Che Guevara era un sognatore, ma, per dirla con Jonh Lennon, che fu ritratto, in un'altra celebre foto, insieme a lui mentre suona la chitarra, «I'm a dreamer, but I'm not the only one».

Un sognatore, sì, ma quel sogno, di un mondo più giusto, continua ancora ora. E siamo in tanti.

Pier

Quella che segue è una lettera che Che Guevara scrisse ai suoi figli nel 1965, dopo essere stato in Congo e prima di spostarsi in Bolivia.

Cari Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernesto
Se mai leggerete questa lettera, sarà perché non sono più con voi. Non vi ricorderete quasi più di me, e i più piccoli non mi ricorderanno affatto.
Vostro padre è stato un uomo che si è comportato secondo il suo credo, ed è stato pienamente fedele alle sue convinzioni.
Crescete da bravi rivoluzionari. Studiate tanto e imparate a usare la tecnologia, che ci permette di dominare la natura. Ricordatevi che la rivoluzione è quello che conta, e che ognuno di noi, da solo, non conta niente.
Ma più di ogni cosa, imparate a sentire profondamente tutte le ingiustizie compiute contro chiunque, in qualunque posto al mondo. Questa è la qualità più importante di un rivoluzionario.
Per sempre, bambini miei. Spero comunque di rivedervi.
Un grosso bacio e un grande abbraccio,
Papà