Ezatollah e Haleh, eroi della libertà

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Ezzatollah Sahabi ha dedicato 60 anni della sua vita a combattere due regimi: ha cominciato a percorrere questa strada quando avaeva 21 anni, era un studente a quell' epoca e la politica in Iran era concentrata sul grande Mossadegh.

Sahabi ha appreso la sua idea della vita e della politica dal suo primo maestro , cioè da suo padre , Yadollah Sahabi, un biologo che ha speso tutte le sue energie per l' indipendenza del suo paese.

La famiglia di Sahabi era in conttato con il primo ministro post revulizionario Mehdi Bazargan; anzi, Yadollah Sahabi era uno dei suoi migliori amici.

Loro sono stati sempre considerati come intellettuali religiosi , earano moderati che non avaevano la mentalità di negare i frutti della modernizzazione , poiché non credevano che scienza e religione configgessero. Sahabi 50 anni fa ha scritto un libro al riguardo della storia della creazione dell'essere umano, un lavoro che lo ha assorbito per circa da dieci anni.

Ezzatollah Sahabi ha trascorso 15 anni in prigione , sotto lo lo scia e nell'epoca khemeneinista , solo perché non voleva piegarsi a idee che non condivideva. Nonostante che suo padre e Bazragan fossero due dei primi rivoluzionari e compagni di strada di Khomeini

Molto presto però sono stati considerati come oppositori , o " gheire khodi ", il termine che i sostenitori dell' ayatollah Khomeini applicavano per definire "i compagni che sbagliano" .

A quel punto Sahabi ha deciso di pubblicare una rivista, " Irane Frda " sulla quale hanno scritto tanti intellettuali tra i più noti dell'Iran: quella rivista è stata un caposaldo contro l'estremismo.

Ha pagato con tre arresti, perché una persona come Khamenei non poteva piu tollerarlo.

Ma neanche anni di carcere di duro sono riusciti a convincerlo a cambiare strada, a rinunciare alla scelta della moderazione contro il radicalismo e il totalitarismo.

Haleh Sahabi, sua figlia, ha seguito la strada del padre e del nonno e non ha esitato a schierarsi contro Ahmadinejad in occasione delle elezioni truffa.

Appassionata nella difesa dei diritti umani è finita anche lei in galera e proprio in carcere ha appreso che suo padre stava morendo.

Ha ottenuto il permesso per partecipare ai funerali del padre e lì l'hanno assassinata, con ferocia brutale, mentre seguiva il cadavere del padre verso un cimitero. Perché l'hanno fatto? Perché secondo il dittatore lei merita di morire, e per Kahemenei chi non segue la sua autorità per un motivo o per l'altro deve andare al creatore, tutto qui.

Ali Izadi

Il Mondo di Annibale