In Grecia il gattopardo si rovescia

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In Grecia non è cambiato nulla ma cambierà tutto

La partita in Grecia poteva essere vinta e chiusa, con la vittoria di un fronte di sinistra e con la rinegoziazione dei sacrifici per la permamenza della Grecia nell'euro, soprattutto per non imporli sempre agli stessi poveri disgraziati.

Syriza avanza ma il fronte della sinistra greca resta fortemente diviso e incapace di contrastare il compattamento della destra che, tra l'altro, in Grecia è la stessa che, pur vincendo, l'ha portata al disastro. Se il PASOK si appresta a governare con essa, di certo le sue proporzioni elettorali prossimamente rasenteranno lo zero. In effetti in Europa la differenza si ha quando grandi forze non solo socialiste di nome, ma anche capaci di fatto di produrre politiche convincenti e seriamente alternative, restano unite e vincono in maniera netta e convincente. La vittoria della Francia è sicuramente un esempio migliore, così come quella danese e speriamo possa esserlo anche quella tedesca.

Ciò nonostante, il socialismo europeo resta diviso e fortemente condizionato da interessi nazionali prevalenti non solo rispetto a quelli comuni, ma anche e soprattutto su quelli dei paesi più deboli e in difficoltà per la crisi. Quindi attenzione a vedere il PSE come panacea di mali che esigono soluzioni che spesso il partiti socialisti europei non prendono seriamente in considerazione. Detto questo, sicuramente Syriza è un esempio di grande coraggio, combattività e voglia di svecchiare una compagine politica fossilizzata sulla mancanza di alterantive credibilii e prona passivamente ai diktat che provengono dall'alto. Di certo essa si erge come un gigante per chi non riesce nemmeno ad uscire da una sorta di piccolo "ghetto minoritario" di un partito socialista italiano che, a sua volta è votato al cupio dissolvi. Per una sinistra italiana inesistente sia a livello nazionale che europeo, i cui rottami sono perennemente magnetizzati da un PD che al socialismo europeo, di fatto e di nome, assomiglia poco e niente, anche Syriza è di certo una folgore nelle tenebre.

In queste ore Hollande telefona a Venizelos per sollecitarlo a fare un governo con i conservatori di Nea Dimokratia.

Questa è l'ulteriore dimostrazione che il PSE, come entità capace di fare e coordinare su scala europea politiche socialiste e soprattutto socialmente avanzate, non esiste. Esistono partiti socialisti che antepongono alle necessità dei popoli europei, ed in particolare di quelli più sofferenti, quelli nazionali. Syriza è nata non come componente demagogica e distruttiva, ma semplicemente per dire che si può e si deve poter trovare una alternativa per restare nell'euro senza dover per questo subire passivamente i diktata della BCE. Ovvio che i "montiani" di casa nostra questo non lo capiscono né lo vogliono capire.

Non illudiamoci che i ragazzini greci abbiamo da mangiare nelle mense solo per la beneficienza della BCE, e se anche ciò fosse, avremmo una prova che una Europa solidale non esiste ma che ce n'è piuttosto una che assomiglia molto all'Inghilterra di Dickens.

Il PASOK dunque farà il governo con i conservatori ed andrà incontro ad un ultetriore suicidio, come quello già ampiamente in atto, alle prossime elezioni passerà dal 10 al 5%. Temperare le spinte neoliberiste è un sogno onanistico, come molare i denti al lupo, esse semplicemente procedono per la loro strada e anzi, fanno dell'illusione del "temperamento" il miglior narcotico per "addomesticare" le masse.

Nell'immediato in Grecia non cambierà nulla..ma tempo tre, quattro anni, quello in cui il PASOK governerà con la destra, e cambierà tutto, perché il PASOK sparirà e sarà sostituito da Syriza.

Syriza infatti adesso ha tutto il tempo di costruire una opposizione credibile e non velleitaria restando antagonista sia del PASOK in gran parte colluso perché corrotto, che dei conservatori che hanno fatto della corruzione uno strumento di governo..pazientare e non demordere e i frutti arriveranno anzi, sono già arrivati. Bisogna capire che oggi la vera opposizione non è politica o ideologica ma soprattutto morale.

Lo aveva già capito Carlo Rosselli molto tempo fa.

Carlo Felici