Lettera al contrario

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Il 31 agosto 2012 moriva il cardinale Carlo Maria Martini. A me, che ho avuto l'onore di conoscerlo, piace ricordalo con le riflessioni di queso amico.

Pier

Qui si relativizza e si sbeffeggia tutto.

Ma leggo di un Papa che sta cambiando il profondo della Chiesa nel senso che dicevi tu, compreso il dialogo con le sue parti ostracizzate, il teologo delle liberazione Boff, e addirittura con gli atei. Un Papa che a partire dalla scelta del nome si è posto l'obbiettivo di tornare pastore, spezzare catene, mettere in discussione dogmi secolari circa omosessualità, aborto, divorzio, non certo cambiando la dottrina come vorrebbero gli illusi e i maicontenti, ma l'approccio.

Significa tantissimo, apre varchi enormi. Il suo predecessore scrive una lettera pubblica di grande livello a un - per mio conto - mediocre ateista, facendo volare i concetti e le idee.

Concetti e idee che attraversano il mondo, si incarnano in un presidente statunitense che per la prima volta nella storia, dopo la differente vicenda della Baia dei Porci, mette in OFF una campagna militare che era già in ON, e poi riprende il ragionamento da dove lo aveva lasciato, dando senso a quel Nobel che in Svezia gli diedero a buona ragione, con buona pace dei maicontenti. "Io vi tendo la mano, non stringetela a pugno".

Un discorso che partì da Gerusalemme, che ha insufflato le energie del cambiamento nelle aree più delicate del mondo, che hanno riscoperto la primavera. Una lunga, difficile primavera, ostacolata da schegge di gelo. Ma che ovunque i popoli stanno portando avanti, impedendo derive oltranziste.

Quell'energia, la forza delle parole e della grande politica, rompe muri granitici. Ascolto oggi la più rivoluzionaria delle frasi. Il capo della Repubblica Teocratica Islamica che irradia un nuovo discorso: "Pronti a un'intesa con gli USA, l'Olocausto un grande crimine".

Nessuno sottolinea la portata immensa di questa rivoluzione delle parole e dei fatti di pace, la comunicazione ormai è solo uno scambio di bicchieri mezzi vuoti. La riflessione permette di fermarsi e riempirli. Se continuiamo arriveremo al nocciolo, alla Terra Santa, a Israele da decongestionare dalle paure che quasi per forza si fanno crimine, a quel popolo senza stato segregato in un buco nero della storia, in una striscia di terra, che quasi per forza si fa crimine. Se continuiamo, muteremo i crimini in speranza, l'acqua in vino.

C'è tutto un filo magico che mi riporta un po' a te. Io non credo ai miracoli, se non a quelli che possiamo fare noi, anche quando non ci siamo più. Tu ne sei un esempio, Carlo Maria Martini, uomo di pace, fede e concetti. Uomo planetario.

L'omaggio di un ateo, visto che è di moda.

Lorenzo Calza