La mia vita non è disponibile. Lettera aperta a Gaetano Quagliariello

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Dopo l'approvazione, ieri, della Legge sul fine vita, pubblico la bellissima lettera aperta a Gaetano Quagliariello dell'amico e compagno Giovanni Scirocco.

Pier

Caro Quagliariello,

scrivo non solo al collega che stimo, ma all'autorevole esponente della maggioranza che si appresta ad approvare la legge sul fine vita.

Nel 1999, mio padre, 82enne, si suicidò: era malato, soprattutto di depressione, e non voleva gravare, economicamente e fisicamente, su me e mia madre.

La settimana scorsa, alla stessa età, si è spenta mia mamma. Era stata operata tre mesi prima per un cancro all'esofago e non si era più ripresa dall'operazione. Aveva tentato di riprendere ad alimentarsi, ma vomitava in continuazione. L'alimentazione con la digiunostomia era diventata insostenibile perché le procurava un'inarrestabile diarrea e, negli ultimi giorni, era stata, d'accordo con lei, interrotta.

Quando, due giorni prima di morire, era stata visitata dal medico della Vidas, quest'ultimo (seguendo le procedure di tutte le società che si occupano di cure palliative) si era limitato a verificare la sua volontà e a prescrivere una serie di farmaci per alleviare il dolore, fisico e psichico.

Se, in futuro, potessi scegliere, non avrei dubbi a seguire la via di mia madre.

Ma temo che, con la legge che state per approvare, ciò non sarà più possibile.

Come socialista, continuo a ritenere che lo Stato abbia sempre il diritto e il dovere di esprimersi.

Come lettore e seguace di Gaetano Salvemini, Carlo Rosselli e di Ernesto Rossi, sono però diventato anche sempre più attento ai diritti e alle libertà dell'individuo, rispetto alle ingerenze di stato, magistratura e chiesa.

Riguardo a quest'ultima, sono agnostico, ma interessato alla trascendenza e curioso frequentatore di monasteri benedettini, in cui mi sono trovato sempre a mio agio. Recito il Padre nostro e spero di comportarmi sempre da buon cristiano, in coerenza con gli ideali di giustizia e libertà cui sono stato educato dai miei genitori.

Per questo motivo, affermo con convinzione che ogni decisione sulla mia vita è indisponibile per qualsiasi stato, magistrato, partito o chiesa.

Mi stupisco quindi che tu e il tuo partito, che vi definite liberali, assumiate sul tema una posizione simile a quella di qualsiasi stato etico o potere temporale.

Un cordiale saluto.

Giovanni Scirocco