Siamo tutti milanesi

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Ci permettiamo un'incursione in territorio italiano. Tutto sommato Il Mondo di Annibale si occupa di tanti Paesi alla deriva, perché ignorare il nostro? Lo facciamo per un motivo molto preciso. Quanto accaduto oggi durante il "duello" televisivo tra i candidati alla guida di Milano ci riguarda tutti. Per cominciare però ricordiamo brevemente il fatto.

Durante il suo ultimo "appello", quello che non ammette replica, la signora Moratti ha accusato lo sfidante, Giuliano Pisapia, di essere un ladro, condannato anni fa per furto d'auto. Ora accade che Pisapia sia stato effettivamente condannato, detenuto, poi però lui fece ricorso e per quanto il reato fosse andato in prescrizione volle proseguire e la magistratura lo assolse con formula piena. Dunque Giuliano Pisapia è stato vittima di un errore giudiziario. In campagna elettorale ha ricordato lui stesso questo episodio, dando conto di quanta brava gente abbia conosciuto durante quei mesi di detenzione.

Ma l'esponente dei "moderati", moderata quanto Ferrara, Bondi, La Russa, Feltri, Lele Mora, Gasparri, ha voluto usare quest'arma per attaccare il rivale. Sì, l'esponente dei garantisti, quelli che quotidianamente parlano dell'emergenza giustizialista in Italia, garantista quanto l'ex sottosegretario Cosentino, come il suo collega candidato Lassini (quello dei manifesti sulle Br in Procura), ha voluto usare l'arma giustizialista del reato, per altro contro una vittima di errore giudiziario.

Questo ci dice quanto grave sia la carenza di moderati e di garantisti in Italia. Ecco perché siamo tutti milanesi. Perché la "questione Pisapia" è la vera "questione nazionale". Il capovolgimento della verità, un capovolgimento per cui il lupo cattivo diventa cappuccetto rosso, Giuliano Ferrara un moderato, Cosentino un garantista.

Riccardo Cristiano

Il Mondo di Annibale